Accantonamenti per il fondo TFR
La valutazione attuariale secondo lo IAS 19
Per le società che redigono il bilancio secondo i principi contabili internazionali, il TFR non si iscrive per l'importo maturato ma per il suo valore attuale.
La differenza non è formale. Il debito verso i dipendenti si pagherà fra anni, in momenti che dipendono da quando le persone usciranno dall'azienda, e con importi che dipendono da quanto sarà cresciuta l'inflazione nel frattempo. Stimarlo significa fare ipotesi su entrambe le cose.
È una valutazione attuariale, e la qualità sta tutta nelle ipotesi: quelle vanno dichiarate, giustificate e messe alla prova, perché il revisore chiederà conto di quelle, non del numero finale.
Il quadro normativo
Il trattamento di fine rapporto è regolato dall'art. 2120 del Codice civile: ogni anno matura una quota pari alla retribuzione divisa per 13,5, rivalutata con un tasso dell'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione ISTAT. Dal 2007 (Legge 27 dicembre 2006, n. 296) il dipendente può destinare il TFR maturando alla previdenza complementare; nelle imprese con almeno 50 dipendenti la quota che resta in azienda viene versata al Fondo di Tesoreria gestito dall'INPS.
Le società che applicano i principi IAS/IFRS valutano il TFR maturato secondo lo IAS 19, come beneficio successivo al rapporto di lavoro, con il metodo della proiezione unitaria del credito. Le società che applicano i principi OIC iscrivono invece il debito maturato senza valutazione attuariale.
Sintesi a scopo informativo, aggiornata a ottobre 2026. Non costituisce parere legale.
Cosa facciamo
Costruiamo le basi tecniche: probabilità di morte dalle tavole ISTAT, uscite per dimissioni, licenziamenti e pensionamento, frequenza e importo delle anticipazioni.
Le ipotesi di uscita e di anticipazione le osserviamo sui vostri dati, non le prendiamo da una tabella standard. Un'impresa con forte ricambio e una con personale stabile hanno lo stesso TFR maturato e un valore attuale diverso, perché il momento in cui lo pagheranno è diverso.
Poi proiettiamo i flussi futuri e li attualizziamo con una curva dei tassi coerente con la duration del fondo.
Cosa ricevete
Una relazione attuariale con il valore da iscrivere, la movimentazione del fondo, l'analisi di sensitività rispetto alle ipotesi principali, i flussi di uscita attesi e la duration.
La sensitività è la parte che serve davvero in sede di revisione: mostra di quanto cambia il valore se il tasso di sconto o l'inflazione si muovono, e trasforma un numero puntuale in un intervallo di cui si può discutere.
Di cosa abbiamo bisogno
L'anagrafica dei dipendenti, cioè età, sesso, anzianità, retribuzione e fondo maturato, e i dati storici di uscite e anticipazioni. Questi ultimi sono quelli che spesso nessuno ha mai estratto, ed è un peccato, perché sono proprio quelli che rendono la valutazione vostra e non generica.
A chi serve
A società che adottano i principi IAS/IFRS, a gruppi con controllate italiane che devono consolidare, e ai revisori che devono esaminare la valutazione.
Cosa non è
Per le società che applicano i principi OIC la valutazione attuariale di norma non serve: se non siete sicuri di rientrarci, chiedetecelo prima di commissionare un lavoro che potrebbe non esservi richiesto.
Dovete valutare il fondo TFR per il bilancio?
